VI° Modulo: “…sole a catinelle”

By 10 giugno 2017La formazione di un AMM
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Base: Caprino Veronese (VR)

L’ormai familiare mail del collegio questa volta dice : “convocazione per lunedì 22 maggio ore 8:00” ma visti gli ormai prossimi test sulle materie teoriche io, Guido, Eleonora, Anna e Carlo decidiamo di anticipare l’arrivo a domenica per concederci un pomeriggio e una serata di ripasso.
Se poi però, dopo ore di disquisizioni e nel bel mezzo del ripasso di geologia, scambi il conglomerato della Marmolada con il conglomerato della marmellata ed il Werfen con il Welfare capisci al volo che forse è ora di staccare…
Infilo gli appunti di geologia in zaino quando l’orologio ha passato le 20.30: “si dai, oggi abbiamo dato!”
Caprino Veronese è a soli 10 minuti dal Garda e quindi “perché non concedersi una cena sul lungo lago???”. La risposta potrebbe trovarsi nelle finanze a disposizione ma decidiamo ugualmente di rischiare! (ahahahahah)
Arriviamo a Torre del Benaco giusto in tempo per vedere nell’acqua gli ultimi riflessi del tramonto (lascio a voi ogni eventuale commento…!).

Tramonto a Tori del Benaco

Un paio d’anatre in volo radente di addestramento vorrebbero sfilarci il portafogli dalle tasche ma: “no care!”…la pizza stasera la mangiamo noi!
Due chiacchiere in compagnia un brindisi in relax ed è già ora di tornare in hotel…la settimana sarà lunga!

Una notte dalle temperature decisamente estive e scandita dall’intermittente verso dell’assiolo (un metronomo non è così preciso!) ci traghetta alla giornata di apertura di questo sesto modulo: primi due giorni di botanica, poi river trekking, quindi zoologia ed infine due giorni di escursione con bivacco…cosa volere di più?!

La sveglia suona alle 7 ma io, Carlo e Guido siamo già sull’attenti pronti per la colazione.
Rendez vous con tutti gli altri ragazzi che arrivano da casa e…si parteeeee!!!
Michele Da Pozzo infatti, nostro super docente di Botanica, ci informa subito che oggi faremo lezione all’aperto: destinazione Monte Baldo!
Il sole di oggi è di quello che ti scotti solo a pensarci…”qualcuno vuole stare in aula?”…fuggi fuggi generale di macchine che si lasciano dietro solo un gran polverone! (ahahaha)

Ed eccoci qui…già in marcia verso la location individuata dal docente e da Daniele Geremia, direttore tecnico del corso.
Parcheggiamo la macchina e cominciamo a salire lungo il pendio orientale del Baldo. Il sentiero che dapprima scorre liscio e tranquillo ad un certo punto cambia decisamente pendenza! Inerpicandoci tra mughi e grossi detriti saliamo fino alla linea di cresta.

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Guardare il mondo con gli occhi rivolti alla botanica non è cosa da poco: ci sarebbero un milione di cose da dire ed osservare ed il tempo scorre velocissimo!
Gli endemismi (specie di fiori o erbe presenti solo in un area molto limitata) qui non mancano e anche la biodiversità direi è un fattore predominante!

Callianthemum kernerianum

Il sole sempre ben presente nel cielo non ci molla nemmeno quando approdiamo al rifugio Telegrafo! Malgrado la quota parli di oltre i 2000m, con la maglietta a maniche corte si sta ancora divinamente!
Il panorama che si apre sul Lago di Garda è fantastico! Una leggera foschia comincia ad addensarsi verso Riva del Garda ma la vista spazia veramente quasi come ad essere in aereo!

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Breve sosta per pranzo e ripartiamo in direzione sud.
Percorriamo tutta la cresta fino all’estrema propaggine dove il massiccio del Baldo si tuffa verso Garda.
Camminiamo con da un lato l’azzurro del lago e dall’altro l’azzurro del cielo che gioca a rincorrersi con dolci profili erbosi! Siamo talmente isolati ed immersi nella tranquillità che ogni tanto qualche camoscio fa capolino da dietro i mughi.

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Una bella scarpinata ci porta infine sul margine di un incredibile muretto a secco. Morbidissimi prati farebbero venir voglia di restare qui distesi: tendina, panino, vinello e #ciaone a tutti!!!! (magariiii….)

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L’ora però è ormai tarda e rientriamo verso le macchine e di conseguenza in hotel.

Il briefing serale sul com’è organizzata la settimana ci parla di giorni impegnativi ma anche di momenti che credo saranno indimenticabili!
E allora…vaiii con il day number 2!

Michele Da Pozzo questa volta ci porta a conoscere altre interessantissime particolarità di questo territorio veronese: la mattina Val D’Adige mentre nel pomeriggio ci spostiamo in zona santuario della Madonna della Corona.

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Scenari sempre sorprendenti e pareti tra il verticale e lo strapiombo segnano le ore di quest’altra giornata di formazione!
I nomi latini di ieri e di oggi fanno girare i neuroni a 1000 all’ora! Il caldo torrido dei tratti esposti al sole poi fa il resto…!
Ore 17:45: over flow…! Aiutoooooooo sono cottoooooo!!! (lo conferma anche il colorito rosso vivo delle mie spalle…)
Per fortuna una bella radler fresca rimette tutto al suo posto…eheheheh! Ci voleva!!!

La giornata finisce sotto una doccia fredda. L’acqua stempera sia pensieri che “stanchezza” accumulata.
Il freddo sulla pelle mi fa però subito trasalire a ciò che ci aspetta domani: è infatti arrivata l’ora del river trekking! Yahhuuuuuuu….!!!
Non avendolo mai fatto sono curioso come un bimbo!!!

Ma cos’è il river trekking??? Bene, ora ve lo spiego…
Se già conoscete il canyoning mi basterà dirvi che il river trekking è come fare canyoning ma con dei percorsi molto più easy: non si usano ne imbraghi ne corde.
Per chi invece non è pratico di questo sport il river trekking non è altro che la discesa di un torrente con muta e caschetto. Niente calate (non si usano mezzi alpinistici) o situazioni impegnative: la parola d’ordine è DIVERTIMENTOOOOO!!!
Ed ora vi racconto com’è andata la nostra esperienza…

Mercoledì mattina: briefing presso il centro della Guida Alpina Marco Heltai che oggi sarà il nostro “guru”!
Prova mute, calzari, caschetti e via verso la sponda bresciana del Lago di Garda.
Dopo una breve attraversata in traghetto ci inerpichiamo per una strada sterrata fino al punto in cui finalmente ci infiliamo le mute.
Altro breve discorso per approfondire le tematiche legate alla sicurezza in questi ambienti e poi via fino al punto d’ingresso al torrente!
L’acqua è “fraschetta”: appena immergo il piede mi parte un brivido che sale dal tallone e mi fa quasi saltare come un gatto spaventato!…cosaaa??? …tuffarsi qui???!
Bene: questa sarà l’unica vera “prova” di giornata!
Perché la muta “lavori” a dovere infatti bisogna “bagnarla”: ovvero buttarsi in acqua e far si che questa penetri tra lo strato isolante ed il corpo!
Il mio “calvario” dura 5 secondi!…giusto il tempo di infilarmi sotto una cascatella e realizzare che no, non sono al Polo Nord!
Ok…in un attimo tutto torna a posto!!!
La sensazione di freddo svanisce molto più velocemente di com’è venuta…stare in acqua ora è un divertimento assurdo! Meglio che essere nella piscina di qualche hotel pluristellato! (…anche se la mia esperienza in fatto di hotel rinomati non è decisamente attendibile!)

Cominciamo a discendere il torrente; prima camminando semplicemente con l’acqua al ginocchio, poi facendo anche qualche salto (mai pericoloso); c’è spazio anche per un paio di “scivoli”…figataaa! Sembra di essere in un acquafun ma senza le interminabili code ed il casino di gente!!!
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Il divertimento è tale che 4 ore e mezza passano senza che ne accorgiamo!…noooooooooo!
Purtroppo è già ora di abbandonare il torrente e tornare alla macchina…
Tolta la muta infiliamo tutto in furgone e via nuovamente verso Caprino Veronese.

Una celestiale grigliata, di cui però sentirò solo i profumi, chiude anche questa scoppiettante avventura!

Alla volta di giovedì è arrivata l’ora di zoologia: “dai che oggi stiamo un po’ in aula” penso.
Macchè: questo modulo si conferma più che impegnativo ed anche oggi saremo a scarpinare su e giù per il Baldo!…yeeeesssssss!!!
Quest’oggi poi andar per sentieri non ci piace…preferiamo infatti la modalità vertical!
A dire il vero non è un “preferire” ma una vera a propria esigenza per cercare all’esterno dei più frequentati itinerari segni e tracce di animali.
L’impegnativa salita ci porta nuovamente, ma questa volta per il versante est, poco sotto al rifugio Telegrafo.
La gran quantità di tracce e di segni della presenza di animali che troviamo è sorprendente: l’uomo oramai vive in una natura “addomesticata” ma qui, a solo qualche chilometro dai centri urbani, qui, vige ancora la legge del più forte!

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Superato l’ennesimo crinale e dopo aver avuto la fortuna di ammirare camosci e marmotte, cominciamo la discesa: le nuvole che da qualche ora giocano a nascondino con noi si alternano a spazzi di sole in cui il caldo la fa da padrone! Caldo freddo, caldo freddo, caldo freddo, maglia, non maglia, maglia, non maglia…dilemma kafkiano!
Una valletta in cui le Peonie spopolano segna il passaggio tra la zona “alta” ed il rientro.
Mano a mano che scendiamo di quota le repentine variazioni di temperatura si fanno via via più dolci fino a che, arrivati alle macchine: “oh, senti che caldo quiii!”.
Scendiamo all’hotel di Caprino per farci base per l’ultima volta: è tempo di sistemarsi, riassettare i bagagli e configurare gli zaini per il trasferimento di domani!

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Peonie

Trasferimento??? Si, trasferimento verso Lagorai e Cima d’Asta: location d’élite per i prossimi 2 giorni di escursione (con bivacco annesso)!

Venerdì mattina.
Partenza dall’hotel “prima che il gallo canti” e successivo ritrovo fissato a Borgo Valsugana; breve briefing e ci dividiamo nei gruppi prestabiliti le sere prima: ogni gruppo un istruttore.
Come ad ottobre io, Laura e Chiara siamo assieme ed alla già fantastica compagnia si aggiungono Martino e Sara; la “nostra” Guida Alpina poi sarà niente popò di meno che Davide Alberti: presidente del Collegio delle Guide Alpine del Veneto. UaaaaaUUU!!!

Il nostro gruppo al completo!

Dividiamo il materiale necessario per questa due giorni “caliente” (visto che danno temperature record) e ci dirigiamo verso il luogo di partenza.
Un bosco caratterizzato da mille torrenti è solo il preludio a quanto ci attenderà poco più su.

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Sui prati dell’orizzonte superiore si apre infatti un paesaggio di infinita bellezza: abeti di un verde acceso lasciano il posto a larici e a pascoli dorati; ancora più in su, stagliati nel cielo, scure vette che rendono i contrasti cromatici ancora più accesi!
Saliamo lungo questi magnifici versanti fino a raggiungere un piccolo laghetto posto poco prima di una forcella. Qui la tranquillità regna sovrana: niente traffico, niente code, niente rumori…solo natura!!!

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Scolliniamo e percorriamo un sentiero che restando abbastanza in quota ci porta alla seconda forcella di giornata. La neve che si trova ancora abbondante sui pendii a nord ci fa capire che siamo ben oltre quota 2000m…poco male: si sta sempre divinamente!
Camminando e deliziandoci di questi incredibili paesaggi arriviamo anche al successivo waypoint: oggi prenderemo il bivio in discesa verso la malga dove bivaccheremo ma domani, all’alba, saremo nuovamente su questi sentieri per incrociarci con il secondo gruppo che percorre il nostro itinerario in senso inverso.

Quando imbocchiamo il sentiero per la malga l’orologio segna le 17: “azz…è da un po’ che siamo in giro!”.
Il sole è ancora forte e i colori ed i paesaggi sempre più incredibili!
Procedo spensierato sul sentiero di discesa pregustando le salsicce che abbiamo portato per cena (salsicceeeeeeeee….quasi sbavando alla Homer Simpson).
Improvvisamente però Laura che è dietro di me esclama: “ATTENTOOO”!!!!! Mi giro di scatto un pò preso di sorpresa ed ecco che proprio a 2 cm da dove avevo appoggiato il piede una bella viperotta ha deciso anche lei di godersi il panorama!
Fortunatamente dopo qualche istante se ne va nel mezzo della brughiera…fiuuuuu

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Scendiamo di un paio di centinaia di metri fino al bivacco: lo raggiungiamo verso le 18:00.
La serata attorno al fuoco passa veloce; un panino con le salsicce cucinate direttamente sulla pietra è uno dei migliori pasti che ho fatto in vita mia!…che sia il contesto ad arricchirne il “sapore”???

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Mano a mano che il sole scende dietro le montagne il vento si rafforza ma senza diventare mai fastidioso: l’umidità cresce e le temperature calano in fretta!
Dentro al sacco a pelo, anche se abbiamo deciso di dormire fuori, poco conta…si sta benissimo e il rumore della natura concilia il sonno.

Alle 5:30 un timido sole illumina già il pianoro dov’è posizionata la malga; gli altri dormono ancora, io invece mi catapulto fuori dal mio giaciglio…voglio godermi il risveglio della natura: totale relax e tranquillità!

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Pian piano uno ad uno anche gli altri componenti del gruppo si svegliano.
Risistemiamo sacchi a pelo e materassini nello zaino, colazione e via…di nuovo in marcia vero un’altra giornata votata all’avventura e alla formazione!

Anche oggi il sole splende nel cielo. Il caldo alle 7.30 è già quasi troppo intenso!
Scolliniamo a Passo Val Cion e puntuali come orologi svizzeri “intercettiamo” gli altri compagni.
Un breve saluto e poi nuovamente ognuno per il proprio sentiero…
I chilometri passano veloci!
L’ambiente rispetto al giorno prima cambia rapidamente…siamo quasi sotto Cima D’Asta!
Altra forcella, altri ruscelli, altri bellissimi pendii, altro sole fotonico, altre vipereeeee…!

Ph Davide Capello

Ph Davide Capello

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Lo zaino pesa ma il contesto è talmente appagante che sembra di camminare con le infradito su un prato! Arrivati a Forcella Magna…”se magna”!!!
Panino, frutta secca e via nuovamente in discesa verso la fine di questi due giorni di avventura.
Più scendiamo più il caldo torna a farsi intenso!

Malga Sorgazza ci accoglie nel suo anfiteatro estivo!
Lagorai e Cima D’Asta si rivelano location magnifiche e selvagge ma comunque da non sottovalutare!

In questi miei racconti non ho mai voluto annoiarvi troppo raccontandovi dell’aspetto formativo che ci viene trasmesso da istruttori e docenti; mi sembra però giusto dire, per chi volesse intraprendere questo percorso, che oltre a tutte le cose belle che descrivo e sicuramente viviamo c’è anche tanta fatica, studio, impegno, allenamento e…sacrificio!
La passione di certo aiuta…però ecco: non è cosa da poco!!!

Arriviamo alle macchine e rientriamo verso Borgo Valsugana.
Qui ci ritroviamo con tutti gli altri per i saluti finali di questa settimana indimenticabile.
Gli “arrivederci” però questa volta sono solo il nuovo start per un’avventura che comincerà presto: molto presto!

La terra abruzzese ci attende…un’altra impegnativa ma avvincente settimana ci metterà a dura prova!
…e noi non aspettiamo che di ripartire!