VII° Modulo: “…l’essenziale è invisibile agli occhi”

By 30 agosto 2017La formazione di un AMM
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Base: Abruzzo

La macchina sfreccia in autostrada…l’Abruzzo è ancora distante ma il “viaggio” è già cominciato…
Diego al volante e Guido nel sedile posteriore; le ore trascorrono veloci sognando ciò che ci aspetterà…!

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Oggi siamo di trasferimento ma da domani…da domani comincerà una nuova avventura; una nuova fantastica ed indelebile settimana di formazione al corso AMM: giorni e giorni di trekking!
Come dite?…qual’è la nostra location???…beh: mistero e natura selvaggia sui monti Sibillini e della Laga si fondono perfettamente quindi non potevamo che andare nelle terre d’Abruzzo!

Arriviamo alla location della convocazione che ormai è sera…sono circa le 18 e siamo tutti stanchi dal viaggio; malgrado questo l’aria è intrisa di una strana elettricità…!
Appena rifocillati (integriamo i sali con qualche birretta…), Daniele Geremia, direttore tecnico del corso, ci precetta per il briefing iniziale: meteo, logistica, cibo…
E’ già tutto organizzato a dovere e dobbiamo solo preoccuparci di scegliere il menù dei giorni a seguire!

Ciò che più ci fa stare con le “orecchie alzate” è il gran caldo previsto per i prossimi giorni: sole a picco e temperature laviche ci aspetteranno al varco…!

Ci dividiamo nei gruppi previsti; il mio è composto da Anna, Stefania, Davide e Guido; la nostra guida sarà Alex Pivirotto, istruttore nazionale delle Guide Alpine nonchè capo della commissione tecnica regionale del Collegio Guide Alpine Veneto.
Ma andiamo ai fatti…

Lunedì: giorno della partenza.
Il sole splende alto nel cielo e le temperature, già di prima mattina, sono roventi!
Ci organizziamo con le macchine siamo a Rocca, punto di partenza della nostra avventura, giusto per mezzogiorno…un bel panino con il tonno e…si vaaaaaa!
Prima però, visto il gran caldo, decidiamo di “riconfigurare” gli zaini; la tenda resterà a casa…dormiremo quindi all’addiaccio con il viso illuminato dal chiarore delle stelle…
L’avete mai fatto???…ragazzi, se la risposta è no, mettetelo in agenda!!!

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E’ l’una e siamo in cammino sotto una canicola incredibile…
Il sentiero, in questo primo tratto, passa all’interno di una faggeta…beata ombra!!!
La tappa odierna però è bella lunga e avremo sicuramente modo di prendere un po’ di tintarella…ahahahah!!!
Passiamo Altino dove troviamo la prima testimonianza della violenza con cui ha colpito il terremoto…una casa semipericolante giace abbandonata tra sterpaglie ed erbe alte…

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Traversiamo il successivo bosco per sbucare, alla base del pendio che da qui a poco dovremo risalire, su un bellissimo tappeto erboso dove fiori e colori non si contano!!! Sembra di essere in paradiso…!!!

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Imbocchiamo il sentiero che ci porterà sulla linea di cresta: la traccia mano a mano che sale si fa sempre più impercettibile…mai troppo scontata e chiara procediamo grazie alla cartina topografica che comunque ha anche lei le sue imprecisioni…!
I verdeggianti prati che ci troviamo ad attraversare intanto si fanno sempre più ripidi…

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Il caldo e lo zaino carico accentuano notevolmente la sensazione di fatica: la salita sembra interminabile!!! Alcune rampe poi sembrano sfidare la forza di gravità…mannaggia quanto tirano!!!
Quando finalmente arriviamo in forcella però la vista è bellissima: verso ovest erte dorsali mentre ad est dolci e verdeggianti colline che in lontananza si tuffano nel….mareeeeee!!!

Facciamo una breve sosta per reintegrare un po’.
Di qui e fino al monte Vettore procederemo quindi in cresta: inizialmente molto morbida e sinuosa mentre poi più aspra e affilata!
Il sole fortunatamente ha perso un po’ del suo vigore e una leggera brezza rende il clima ideale!

La dorsale che dalla forcella sembrava “poca cosa” (“ma si dai, in una mezz’oretta siamo su…”) è ben più lunga e di quanto previsto; attenzione e concentrazione sono sempre al massimo: distrarsi nei punti più esposti vorrebbe dire fare una discesa rapida verso l’abitato più a valle…!Mmmmmmmm…no, non è il caso!

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Arriviamo sulla vetta del Vettore inseguendo quasi il tramonto ed un altro spettacolo indescrivibile si apre ai nostri occhi!!!
360° di panorami a perdita d’occhio!!!

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Più in basso, verso ovest, il rifugio Ziglioli inagibile sempre a causa del terremoto, è li a sancire la fine questa prima impegnativa giornata di trekking (molto più di quanto ho potuto descrivervi).
Foto ricordo in vetta (ciiiiiiiiissssss…..) e scendiamo verso il rifugio.

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Il sole comincia a nascondendosi dietro la cresta ad ovest e, quando arriva la tanto agognata ombra, porta con se temperature moOoltoOo fresche (siamo a quota2200m).
Ecco che una piccola valletta sulla costa che unisce il monte Vettore al monte Redentore stasera sarà il nostro giaciglio: cosa chiedere di meglio???

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Il tramonto intanto regna sovrano su tutto.
Tranquillità e silenzio qui sono graditissimi compagni di viaggio.

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L’acqua è un problema…delle fonti segnate sulla cartina nemmeno l’ombra! Ecco che a Davide viene l’idea di raccogliere un pò di neve dai nevai che ancora si trovano nei canaloni più ombrosi.
Tooooop: cena e un pò di liquidi assicurati…almeno fino alla colazione di domani!

Arriva poi la notte e la cena nella sua essenzialità e semplicità è spettacolare…questo si che è vivere!!!
Ci infiliamo nei sacchi a pelo che sono quasi le 23…! Mi chiudo ben bene; sono vestito con tutto quello che avevo in zaino (maglia, pile, piumino…) per non sentire il freddo che ora si fa bello pungente!

Non appena appoggio la testa sul materassino…si apre il sipario!
In cielo la luna è talmente forte che sembra di avere una lampada accesa tanto che faccio veramente fatica a dormire!
Il cielo è di un blu scuro: bello misterioso!…una moltitudine di stelle (malgrado la luna) lo riempiono offrendo uno spettacolo di infinita bellezza!!!
Vuoi per il freddo, vuoi per il fantastico panorama credo di aver dormito non più di 45 minuti…

Un’alba frizzantina, in cui mi sento piuttosto rinco ( visto ovviamente i minuti dormiti), ci da il giusto brio per un’altra giornata campale!!!

Colazione, ricomponiamo gli zaini e… via: obiettivo odierno è Poggio d’Api.
Scendendo dal Vettore ammiriamo dall’alto il paese evacuato di Castelluccio di Norcia e la sua bellissima piana: che posti ragazzi, che posti!!! (del tutto abbandonati dopo il terremoto)
Passiamo per l’abbandonato rifugio degli Alpini.

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E’ strano: tutto si è fermato all’improvviso e ho la sensazione di essere in uno di quei film western ambientati nei paesini fantasma…

Siamo fortemente a corto d’acqua!!! La neve sciolta era quella che era…
Procediamo quindi in discesa fino ad Arquata del Tronto.
La giornata anche oggi è rovente ed i sentieri sono quasi inesistenti!
Scendiamo ad un ottimo ritmo e la sete continua imperterrita ad aumentare…non un filo d’acqua da ore e quella che doveva essere una discesa facile, visto l’incerto terreno che ci troviamo ad affrontare, si sta allungando sensibilmente!

Dopo un tempo che ci sembra infinito arriviamo in vista di Arquata del Tronto e qui…ci passa tutta la sete.
Alla vista di quel che rimane di questo paese abbarbicato sulla cima di un colle si gela il sangue!
Gli occhi non riescono a distrarsi, increduli, dalle macerie. Il cuore sente il peso del dramma avvenuto e la mente non riesce ad accettare una realtà così surreale…
Il terremoto qui ha letteralmente sgretolato il paese…l’ha fatto implodere, collassare su se stesso come un castello di sabbia al sole…!!!
Costeggiamo quel che rimane del paese: siamo scioccati e ancora a distanza di mesi che scrivo questo racconto solo a pensarci mi vengono gli occhi lucidi.
Rispetto che a vedere queste cose in tv la realtà è molto, molto più cruda! (ma un giro qui tutti bisognerebbe lo facessimo per rammentarci delle cose che nella vita sono veramente importanti!)

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Usciamo dalla zona rossa, i cui varchi sono presidiati dai militari, esibendo i permessi che il Collegio delle Guide Alpine Veneto aveva per tempo regolarmente richiesto.
Proviamo a lasciarci alle spalle un po’ di tutta questa desolazione ma non è per nulla facile!

E’ mezzogiorno inoltrato quando riusciamo a raggiungere l’unica fonte d’acqua potabile del paese.
Pian piano riusciamo cambiando discorsi a stemperare la tensione appena vissuta…
Ci sdraiamo in mezzo alla strada (tanto non passa nessuno!) a rifiatare sotto l’ombra di un castagno…il sole picchia veramente forte: siamo sicuramente sopra i 30 gradi!

Al targhet di giornata però manca ancora parecchio…meglio rimettersi in marcia!
Poggio d’Api è un’altra zona rossa e tutti i km che ci separano da quest’ultima sono su asfalto…vi lascio solo immaginare che caldo abbiamo trovato…
Dopo una sudata memorabile arriviamo al punto di ritrovo con gli AMM locali.
Sistemiamo sacchi a pelo e materassini e ci laviamo velocemente; stasera le guide locali ci preparano la cena: va di lusso…!

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Il terzo giorno parte spavaldo!…cominciamo subito con una variante rispetto al percorso originario…
Prima per boschi e poi su una dorsale erbosa ci dirigiamo ai piedi di Pizzo di Sevo.
Da qui, visto che comincio a sentire una fastidiosa fascite, decidiamo tutti assieme il da farsi: invece di salire a Pizzo di Sevo traverseremo il pendio erboso verso est per puntare verso Macera della Morte; sfruttiamo le esili tracce di passaggio di qualche animale per arrivare alla forcella (terreno mai scontato e zaino nuovamente pieno…).

Alex Pivirotto, nostro istruttore, decide quindi di metterci alla prova; in corrispondenza della forcella sotto la cima se ne esce con un: “dai ragazzi: giù di la!”
Il canalone che si apre sulla sottostante valle è bello ripido ma erboso (per ora…): scendiamo i primi metri agevolmente; Stefania davanti a tutti sceglie la linea migliore, e seppur il peso dello zaino è tornato a farsi sentire, grazie alla sua attenta guida le gambe ringraziano!
Continuiamo in discesa fintanto che un salto di roccia non ci sbarra la strada…”mmm…e ora???”. A sinistra non si può andare e a destra neppure…entrambe le vie sono troppo scoscese!
Lo sguardo di alcuni di noi si incrocia come a dire: “noooooo…ci tocca tornare su…!”.
Ma a “dirigere le operazioni” è Alex Pivirotto (…qualche mese fa ha salito la nord dell’Eiger) e le sue indicazioni sono precise: “Andate… andate pure…”.
Dentro di me penso: “ Andare doveeeee???”.
Come vi dicevo poc’anzi sulla sinistra proprio no e sulla destra, una serie di lastre friabili in bilico e un po’ esposte ci separano da una comoda lingua erbosa che sarebbe proprio ottima per scendere a valle…il “problema” è proprio arrivare di là…!
Non abbiamo alternative e camminando sulle uova, stando attenti passo dopo passo a dove e a come appoggiamo i piedi, uno dopo l’altro passiamo questi metri adrenalinici…
Tocchiamo nuovamente l’erba. Quindi giù ancora in discesa veloci come razzi fino in fondo alla valle.

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Per arrivare al punto identificato per il bivacco di stasera dovremo ora incrociare un sentiero ma…il “dovere” non implica per forza che riusciremo ad trovarlo…ahahahah!
Il sentiero in questione infatti risulterà “non pervenuto”…
La zona è molto più selvaggia di tutte quelle appena passate e non c’è traccia di passaggio di essere umano neanche a pagarla oro!!!
Siamo pertanto costretti a scegliere noi la “via”: decidiamo di camminare a metà pendio. Guido ci guida in sicurezza lungo i difficili versanti!
Inclinazioni molto marcate ed erba umida non sono proprio il massimo della vita ma non abbiamo molte altre alternative…!Il punto migliore per passare è questo…figuratevi gli altri…!!!
La tensione tiene tutti super concentrati!
Per percorrere un paio di chilometri ci mettiamo un tempo infinito; l’arrivo alla location odierna è anticipato da un bel campo di ortiche…Stazzi di Pizzo di Sevo si materializza in tutta la sua rustica e selvaggia natura!
Ideale anche per chi ama il sole e 35° all’ombra…ahahahahh!
L’unico refrigerio è dato dai tantissimi torrenti che scendono dalle soprastanti cime ma qui di ombra proprio zero!
Siamo isolati dal mondo ed una sensazione ancestrale di felicità e benessere ripaga della fatica fatta per giungere fin qui!!!

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La cena a base di pasta e fagioli (ne avevo voglia già dalla colazione del primo giorno) anticipa questa terza notte all’addiaccio!
Il meteo di domani prevede alta possibilità di temporali! Consapevoli delle caratteristiche dell’itinerario che ci aspetta (saremo costantemente in cresta oltre i 2000m) decidiamo per una partenza ben prima dell’alba…!
Ci approntiamo per la notte nella solita formazione: Guido, io, Anna e Stefania. Posizionati ai piedi di una paretina su un piccolo pianoro erboso siamo ben riparati dal vento che di notte si fa teso.

Sono le 4 quando la sveglia canta a squarciagola…il buio avvolge ancora ogni cosa e fortunatamente le stelle sono ancora al loro posto: buon segno (il meteo è ancora stabile)!
Colazione e via di volata!
La salita fino al Vodo di Annibale la passiamo a “ravanare” tra ripidissimi pendii erbosi e rocce…pari pari a quanto accaduto ieri insomma…ahahah!
Anna ci guida in un vertical atomico che risveglia i muscoli delle gambe ancor prima che gli stessi si rendano conto di essere nuovamente all’opera! (ahahahahah!!!)
Comunque in nemmeno mezz’ora siamo in forcella…ottimooooo!!!
Arriviamo giusti per l’alba. Ahhhhh…….ecco perché l’Anna ci faceva correre!
Lo spettacolo del sole che cerca di farsi spazio dietro una densa coltre di nubi è unico!

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Il vento è teso e le temperature decisamente inferiori rispetto ai giorni scorsi.
Procediamo rapidi e spediti su una splendida cresta passando per Pizzo Lepri; qui una fitta nebbia ci fa quasi sbattere il naso contro la croce di vetta!!!
In queste condizioni non è facile orientarsi, zero riferimenti ma…che figataaa!!!

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Continuiamo di buon passo nel cammino sperando che il tempo non peggiori ulteriormente.
Saliamo anche un altro paio di vette riuscendo anche a godere un po’ del panorama circostante visto che nel frattempo le nuvole si sono un po’ alzate!
La Laga è proprio bella!!!

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Scendiamo quindi per un morbidissimo costone erboso fino al rifugio Fiumata…segno che anche il targhet odierno è vicino!
Un’altra ora di cammino e arriviamo al rifugio del Cegno che porta ancora chiaramente evidenti i segni del terremoto…

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Ci accomodiamo sotto il portico dell’edificio; nessuno in vista ed anche qui nessun segno di passaggio umano…una costante!
Le ore passano parlando in relax di cose ci aspettiamo dagli esami di fine corso.

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Arriva anche il secondo gruppo che, come noi, era partito da nord…l’ultimo giorno di cammino lo faremo tutti assieme!
La compagnia è ottima e tra una partita a carte e l’altra anche questa giornata volge al termine!

L’ultimo giorno di cammino ci riserva scorci incredibili: prima sul GranSasso e poi verso il lago di Campotosto, meta finale di questo nostro viaggio.
Dall’ultima forcella il lago sembra a portata di mano!

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Mi accorgo di sentire una certa tristezza nel pensare che anche questo modulo è ormai giunto al termine!
Gli ultimi passi condivisi con questo fantastico gruppo ci portano ad attraversare campi praticamente invasi dai profumi dei fiori gialli delle ginestre!!! Uno spettacolo così non l’avevo mai visto prima…!

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Passo dopo passo le macchine si avvicinano e con esse anche il ritorno alla vita “normale” e la fine della nostra avventura.

I giorni sono trascorsi veloci sintomo che siamo stati proprio bene!!!
E’ stato un viaggio intriso di mille emozioni, magnifici posti, scorci e panorami da urlooooo…ma soprattutto bellissimi momenti vissuti in compagnia di amici eccezionali!
Ciò che resta addosso dopo un esperienza simile è difficile da descrivere…e anzi, non si può proprio ridurre a semplici parole…
Ogni cammino condiviso nel giusto modo lascia dentro qualcosa!
Certe cose vanno vissute e non importa se viene a mancare qualche semplice agio: anzi sarà proprio questa la “molla” per farvi apprezzare il lato semplice della vita.

Viste le ormai numerose esperienze fatte in tal senso permettetemi di darvi un consiglio: fate trekking, uscite dagli schemi di una società frenetica, vivete anche solo per un periodo il mondo con spensieratezza e naturalezza.
Non abbiate paura di “togliervi” di dosso le cose materiali perché solo così vi accorgerete che ne guadagnerete in emozioni…!
Avvicinate la natura con un rispetto e delicatezza e ne sarete ampiamente ripagati!

Dopo una settimana tanto intensa (sotto tutti i punti di vista) non mi resta che ringraziare tutti i compagni di gruppo, tutti gli amici e gli istruttori del corso: abbiamo vissuto un esperienza davvero unica…!